Badanti fai-da-te: il problema dell’abbandono scolastico dei nipoti minorenni

Badanti fai-da-te: il problema dell'abbandono scolastico dei nipoti minorenni

Sono molti – circa 170mila – i nipoti che si improvvisano badanti, occupandosi dei nonni malati. Hanno fra i 15 e i 24 anni e spesso sacrificano la loro intera adolescenza – per non parlare del loro futuro – per la famiglia.

In un articolo di Maria Sorbi pubblicato su Il Giornale, Loredana Ligabue, direttrice della cooperativa direttrice della cooperativa Anziani e non solo di Carpi (Emilia Romagna), spiega:

Il fenomeno dei nipoti badanti è emerso analizzando i dati della dispersione scolastica e i motivi dell’abbandono della scuola. Il paradosso è che gli studenti che fanno volontariato dopo le lezioni accumulano crediti formativi, i nipoti che badano ai nonni no. Noi stiamo lavorando perché i professori siano più tolleranti con loro e chiudano un occhio per le assenze». Per i giovani badanti ci sono anche corsi per imparare a gestire il problema e vari progetti di supporto psicologico perché non si sentano isolati. Spesso i ragazzini provano vergogna a parlare della loro situazione e sanno di non poter essere capiti dai compagni di classe che magari, all’opposto, sono ancora straviziati, serviti e riveriti da mammà. O che semplicemente vivono la loro adolescenza, come è normale che sia.

I figli badanti

Non solo nipoti minorenni, ma anche figli di 40/50 che si occupano dei genitori anziani 7 su 7,  dovendo rinunciare spesso anche il lavoro, perché totalmente senza tutele.

Ma lo Stato?

Pioniera in questo senso è l’Emilia Romagna, la prima regione ad aver approvato un provvedimento sull’argomento, con l’obiettivo di poter garantire orari più flessibili in ufficio, permessi speciali per l’assistenza ai parenti, accordi con le assicurazioni per la copertura degli infortuni, servizi di assistenza e di supporto psicologico, corsi di formazione per saper realmente essere di aiuto ai genitori anziani.

Loredana Ligabue aggiunge:

Non solo, vorremmo il riconoscimento giuridico della figura dei figli-badanti, sarebbe un grosso passo avanti per il nostro welfare. E poi chiediamo aiuti per gli anziani come ad esempio le terapie di sollievo a domicilio o le dimissioni protette, cioè un sostegno dopo i ricoveri ospedalieri.

Il disegno di legge, firmato dai parlamentari di diversi partiti, è in attesa di essere discusso in Senato e propone di riconoscere il lavoro dei parenti, obbligando lo Stato a versare i contributi per la loro pensione. E soprattutto a riconoscere il ruolo dei badanti fai-da-te e quindi ad attivare una serie di servizi di supporto che andrebbero a integrare l’attuale testo dell’welfare alla voce «anziani».

Assindatcolf, l’associazione dei datori di lavoro domestico, avanza una proposta:

Chiediamo di dedurre dalle tasse l’intero costo sostenuto per la badante. Va bene il bonus per le mamme, va bene la politica dei voucher. Ma non servono solo iniziative una tantum. Servono strumenti strutturati che, oltre ad aiutare realmente le famiglie, darebbero una mano anche a far emergere tutto il lavoro nero che c’è nell’assistenza agli anziani non autosufficienti.

In effetti le badanti in regola nel 2015 sono risultate 375mila, ma quelle senza un contratto regolare sarebbero addirittura il doppio.

Fonte: Il Giornale

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