Guida per una casa a prova di bimbi, e per una Polizza vita che li protegga. Sempre

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Una Guida Pratica per proteggere i bimbi dai pericoli in ogni fase della vita, una Polizza Vita per essere sicuri che qualsiasi cosa accada, saranno al sicuro.

Negli ultimi anni si è verificato un aumento degli infortuni domestici dovuto, spesso, ai nuovi stili e ritmi di vita stressanti che inducono a comportamenti a rischio per la fretta, la distrazione o il cattivo utilizzo degli oggetti d’uso comune. Durante la Prima infanzia, il bambino deve essere controllato a vista e vivere in un ambiente sicuro, lontano da pericoli e sviste di qualsiasi genere.

Vi riportiamo una serie di accorgimenti da considerare per ogni fascia d’età del bambino.

Fonte: Opuscolo del Ministero della Salute – Bambini sicuri in casa

  • Da 1 a 3 mesi di vita

    In questa fase di vita, il bimbo non va mai lasciato solo sul fasciatoio o su piani elevati da terra. Le sbarre del lettino non devono avere una distanza superiore ai 6 cm (per evitare che il bimbo ci possa infilare la testa) ed un’altezza inferiore ai 75 cm, mentre, il materassino deve essere incastrato sul fondo e, ovviamente, anche se c’è solo qualche cm di acqua non lasciate MAI solo un bimbo nel bagno, può scivolare rischiando di soffocare.

  • Dai 6 ed i 9 mesi

    Il bimbo va sempre controllato, il bagnetto, il fasciatoio, la bilancia e il lettino devono disporre di bordi alti: in particolare, nel fasciatoio il piccolo deve essere bloccato con appositi sistemi di ritenuta. Non appena inizia a gattonare installate idonee barriere non scavalcabili e provviste di chiusure di sicurezza; montate reti adeguate a protezione di balconi, terrazzi e giardini. Controllate che le ringhiere siano sufficientemente alte e strette.

  • Dai 12 ai 18 mesi

    Questo è il momento di riordinare i cavi volanti del computer, le prese elettriche penzoloni. Evitate di regalare macchinine, bamboline, perline: probabilmente sono molto buone, considerato che facilmente i pezzi (bottoni, piccole parti in plastica e stoffa) finiscono in trachea.

    Utilizzate bloccaporte o serrature per pensili bassi e sottolavelli, e dopo l’uso, non lasciate pentole sul piano cottura e attenzioni alle sostanza pericolose che girano per casa (detersivi, insetticidi, farmaci, alcolici) e alle piante velenose che spesso si nascondono dietro un’apparente innocenza (stella di Natale, belladonna, napello, rododendro, oleandro)

  • A 2 anni

    Ora siamo di fronte a dei piccoli esploratori: montate i cancelletti per le scale, usate i paraspigoli, fissate le librerie al muro, chiudete a chiave i cassetti. Riponete la chincaglieria ornamentale e i soprammobili fuori dalla portata del bambino Vicino a finestre, balconi e terrazze non lasciate sedie, vasi, giocattoli o qualsiasi attrezzo che possa essere utilizzato per fare l’arrampicata e il susseguente tentativo di planata.

  • Tra i 2-3 anni

    L’istinto alla scalata aumenta, quindi, (oltre a pensare ai paraspigoli e cancelletti per le scale), fissate bene ai muri le librerie, chiudete i cassetti a chiave o applicate appositi fermi di sicurezza sulle ante di mobili.

    Utilizzate tappeti antiscivolo sui pavimenti e tappetini anti sdrucciolo nella vasca. Rivestite i vetri di porte e finestre con una pellicola adesiva in modo tale da impedire di frantumarsi in caso di urti.

    Tenete fuori dalla portata del bambino sacchetti di plastica, palloncini in lattice, corde, oggetti piccoli, appuntiti, taglienti come pure prodotti chimici, alcolici, accendini, fiammiferi. Per sicurezza, installate un rilevatore di fumo in casa.

  • Da 4 a 6 anni

    Per questa fase dell’età, valgono tutti i consigli descritti in precedenza, in aggiunta, fate attenzione ai letti a castello, mobili, finestre (da cui il bimbo potrebbe lanciarsi) e riponete subito dopo l’uso tutti gli apparecchi elettrici (trapani, asciugacapelli, ecc.).

    A quest’età i bambini non valutano a velocità delle macchine. Il giardino, il garage, la strada o la piscina sono altrettanti parchi giochi, la bicicletta va benissimo, se usata in giardino o in un parco chiuso ma sempre con il casco!

Sicurezza dei bambini: un consiglio che vale sempre

Ogni adulto ha la responsabilità del benessere dei propri figli, è fondamentale avere tra le proprie risorse uno strumento che riduca al minimo il rischio di lasciare le persone che più amiamo in difficoltà.

Pensare ad una polizza vita caso morte significa tutelare il partner e i figli da ogni difficoltà economiche nella quale potrebbero ritrovarsi, e grazie alle diverse garanzie proteggerli in caso di decesso, invalidità e infortunio.

Per Loro, è la soluzione che rende la tua Promessa un impegno per dare loro sicurezze, sempre.

Ristrutturare casa e tutelarsi con la giusta assicurazione sulla vita

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Accendere un mutuo, ristrutturare casa con il Bonus110% significa prendersi un impegno per la coppia, ma è anche l’occasione per pensare insieme a come tutelarsi con un’assicurazione sulla vita

I decreti attuativi del Bonus 110%

Pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 5 ottobre 2020 i due decreti del Ministero dello sviluppo economico di attuazione del Bonus 110 % indicano le modalità per ottenere sconti in fattura o cessioni del credito per interventi di adeguamenti energetici e spese sui lavori realizzati sulla casa

Nelle misure di agevolazione previste, rientrano anche i costi per i materiali, la progettazione e le spese professionali connesse.

Il bonus ammonta al 110% dei costi sostenuti per i lavori di ristrutturazione o per quelli che rientrano fra i cosiddetti Ecobonus

Chi può accedere alle detrazioni fiscali del bonus

Coppie sposate o conviventi che dimostrino le spese sostenute per i lavori, possono usufruire degli incentivi. Questa possibilità è prevista anche per interventi su immobili diversi dalla prima casa, quindi su case oggetto di investimenti o seconde case

Hanno diritto al bonus ristrutturazioni anche coppie e titolari di immobili che ancora non hanno acquistato formalmente ma hanno già stipulato il contratto preliminare di vendita dell’immobile regolarmente registrato.

Quali le spese detraibili? 

Ci sono gli infissi, le caldaie, le colonnine di ricarica per auto elettriche o gli interventi di riqualificazione energetica e, le spese per effettuare perizie e sopralluoghi, preliminari di progettazione, ispezione e prospezione.

Per riceverlo bisogna conservare tutte le attestazioni relative ai lavori realizzati e tutte le prove dei pagamenti sostenuti.

Gli altri bonus previsti per le Giovani Coppie 

Tanti gli incentivi fiscali per sostenere le spese delle giovani coppie alle prese con rate del mutuo e lavori. Una carrellata dei bonus previsti:

  • Acquisto prima casa prevede l’eliminazione dell’imposta di bollo, dei tributi speciali catastali, delle tasse ipotecarie e dei tributi per il catasto, nonché, la registrazione immobiliare. L’imposta di registro è ridotta al 2% con un’aliquota Iva agevolata.
  • IVA Agevolata ristrutturazioni l’aliquota al 22% passa al 10% e quella al 10% si riduce al 4% per lavori di ristrutturazione, le consulenze professionali, l’acquisto di beni e servizi:
  • Mutuo e interessi passivi sconto fiscale per accendere un mutuo e acquistare, costruire o ristrutturare casa
    Per la prima casa è prevista una detrazione del 19% sugli interessi passivi del mutuo

Ridurre parte dei costi su investimenti così importanti come l’acquisto di una casa e una ristrutturazione è sicuramente un’opportunità per le giovani coppie per realizzare i propri obiettivi.
Ma a questo punto, diventa necessario proteggersi ancora di più! Di fronte la promessa e l’impegno preso insieme è importante pensare ad uno strumento che riduca al minimo il rischio di lasciare l’altro di fronte a rischi e difficoltà economiche

Pensare ad un’assicurazione sulla vita significa tutelare il partner dalle difficoltà economiche, dall’impossibilità del pagamento delle rate e degli oneri connessi. Per Loro, la promessa è la soluzione. La formula prevede di integrare diverse garanzie complementari come ad esempio ulteriori coperture in caso di invalidità o di decesso da infortunio

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Un tetto per due, felicità e tutele con una polizza vita

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un tetto per due

un tetto per due

Paolo e Marta ce l’hanno fatta e si sono fatti una promessa!

Hanno comprato casa in coppia, dopo 2 anni di convivenza e di affitto: una decisione importante, un atto di coraggio che, in questi tempi così incerti, va davvero apprezzato.

Invece di sposarsi prima, la coppia ha preferito dare solidità al loro progetto con l’acquisto congiunto di una casa.
Così, dopo i momenti belli a cercare insieme la dimora dei sogni, e quelli della realtà a valutare le risorse comuni, dopo aver condiviso l’attesa per la concessione del mutuo e l’emozione alla firma dell’atto finale, oggi, la loro vita di coppia è esattamente quella di prima, ma con una dimensione nuova: quella di aver preso un impegno insieme e sentirsi tutelati perché, insieme hanno deciso di stipulare una polizza vita.

Paolo e Marta, infatti, sono una coppia di fatto e hanno sentito il bisogno di maggiori garanzie per la loro coppia.

Tutele e condizioni delle Coppie non sposate 

La legge 76/2013 conosciuta come Legge Cirinnà ha normato per la prima volta le  le unioni civili tra persone dello stesso sesso, ma è anche l’impianto normativo dedicato alle coppie di fatto e conviventi. Il fondamento della norma riconosce a due persone, che hanno una relazione sentimentale, uno status di obblighi, diritti e tutele a partire dalla condizione in cui “sia evidenziata una convivenza (..) fondata su legami affettivi di coppia” (citando la legge)

 

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Caratteristiche e diritti delle Coppie di fatto

A differenza della “coppia convivente non formalizzata, dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, o dal matrimonio che hanno un trattamento normativo differente, la coppia di fatto (definita more uxorio) viene sancita con un atto dichiarato presso l’anagrafe del comune di residenza.
Da questa comunicazione si può ottenere il certificato di stato di famiglia e ne discendono molteplici diritti:

  • la possibilità di visita, assistenza, accesso alle informazioni del partner in caso di malattia o ricovero;
  • la possibilità di designare l’altro come legittimo rappresentante con poteri pieni in caso di malattia o morte;
  • il diritto del convivente superstite di continuare ad abitare nella casa per un periodo non superiore a 5 anni
  • nominare il convivente come tutore, curatore o amministratore di sostegno, qualora il partner venga dichiarato interdetto, inabilitato o beneficiario dell’amministrazione di sostegno;
  • la possibilità di visitare il partner in carcere;
  • il diritto del convivente –in caso di cessazione della convivenza di fatto – di ricevere gli alimenti, se si trova in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento.

Tutto questo è un grande passo in avanti nella tutela delle coppie di fatto, anche se, restano dei vuoti di tutele e protezione dei singoli per quanto concerne i rapporti ereditari e la pensione di reversibilità in caso di morte del partner.

C’è un modo per far sentire ancora più protetto e tutelato il proprio compagno/a?

Con l’acquisto di casa, tutelare il rischio della sfortunata condizione in cui la morte di uno dei titolari del mutuo lasci l’altro in difficoltà economiche o nella difficoltà o del pagamento delle rate del mutuo, è alla base delle condizioni per cui è stato pensato Per Loro la polizza vita caso morte

 La Polizza temporanea caso morte Per Loro rappresenta la copertura economica fondamentale per chi resta, per mantenere una promessa e mettere al sicuro i progetti di vita fatti insieme.

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Come risparmiare sulla bolletta del riscaldamento

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I consigli per rismarmiare sulla bolletta del riscaldamento

 

Con l’arrivo dell’autunno si iniziano ad avere le prime avvisaglie del freddo e in queste circostanze c’è solo una cosa di cui proprio non possiamo fare a meno: il termosifone caldo!  Se, però, non vogliamo che sia la bolletta del gas a “freddarci”, dobbiamo utilizzarlo con criterio e adottare i giusti accorgimenti per risparmiare.

Limitazioni e criteri di utilizzo degli impianti di riscaldamento

Se per alcuni è già arrivato il momento, per altri ci sarà ancora da aspettare prima di poter accendere i termosifoni. Ma chi stabilisce quando è il momento giusto?

In Italia è il Decreto del Presidente della Repubblica numero 412 del 26 agosto del 1993 a stabilire i criteri di utilizzo e le limitazioni degli impianti di riscaldamento.

Il Decreto individua sei zone climatiche nel nostro Paese, definendo per ognuna orari e periodi di accensione specifici nel corso dell’anno secondo un criterio molto semplice: minore è la temperatura (misurata in gradi giorno) e più a lungo sarà possibile tenere accesi i riscaldamenti.

  • ZONA F: comprende le sole province di Cuneo, Belluno e Trento. È l’unica zona a non prevedere uno specifico periodo di accensione dei riscaldamenti.
  • ZONA E: comprende diverse località settentrionali e montuose. I riscaldamenti possono essere accesi dal 15 ottobre al 14 aprile per una durata giornaliera di 14 ore. 
  • ZONA D: comprende località che si trovano soprattutto al Centro o al Sud Italia, oppure settentrionali ma con clima mite. Qui i riscaldamenti si accendono dal 1° novembre fino al 14 aprile, per una durata giornaliera di 12 ore.
  • ZONA C: in queste località i riscaldamenti si potranno accendere dal 15 novembre al 31 marzo per una durata giornaliera di 10 ore.
  • ZONA B: comprende località del Sud Italia. Sarà possibile accendere i riscaldamenti a partire dal 1° dicembre fino al 31 marzo per una durata giornaliera di 8 ore.
  • ZONA A: comprende i soli comuni di Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle. Come per la zona B sarà possibile accendere i riscaldamenti dal 1° dicembre fino al 31 marzo per una durata giornaliera di 6 ore.

Ovviamente queste limitazioni non coinvolgono i cittadini che dispongono di un impianto di riscaldamento autonomo, ma esclusivamente coloro che usufruiscono di un impianto di riscaldamento centralizzato.

Gli accorgimenti per ridurre i consumi

I consumi per il riscaldamento, soprattutto nei mesi invernali, possono risultare davvero elevati: una famiglia di 4 persone consuma in media per la casa circa 1,8 tep all’anno per l’uso di combustibili ed energia elettrica e più della metà di tale consumo è da attribuirsi al riscaldamento. Per ridurre dal 20 al 40 per cento le spese per il riscaldamento basterebbe, però, evitare le dispersioni di calore.

Ecco alcuni consigli e accorgimenti per risparmiare sulla bolletta del riscaldamento:

? Controlla che non ci siano spifferi. Non si tratta soltanto di tenere porte e finestre chiuse ma anche di avere l’adeguato isolamento dell’edificio e dei serramenti. Se in casa ci sono troppi spifferi, valutate di sostituire finestre a vetri singoli con vetri a doppia parete oppure di aggiungere all’esterno una seconda finestra. In alternativa potete comprare delle semplici strisce di gomma parafreddo.

? Spolvera spesso i termosifoni. E’ importante non solo per mantenere inalterata la salubrità dell’aria in casa, soprattutto in presenza di bambini o persone che soffrono di allergie, ma è fondamentale anche per preservare la loro resa termica e garantirne il perfetto funzionamento.

? Fai lo spurgo dell’aria dai caloriferi. Se i vostri termosifoni sono vecchi e non hanno una valvola di sfiato è opportuno installarla.

? Controlla la scadenza della caldaia e fai fare un check. La manutenzione è importantissima per garantire la sicurezza propria e degli altri e contemporaneamente consente di ottimizzare il funzionamento dell’apparecchio, diminuendo gli sprechi e i costi del riscaldamento. La revisione della caldaia, però, non solo è consigliata ma è obbligatoria, secondo la periodicità indicata sul libretto delle istruzioni; anche il controllo fumi (bollino blu) è obbligatorio per legge, ma in questo caso i tempi sono prestabiliti a seconda del tipo di impianto e di combustibile usato.

? Controlla il corretto funzionamento delle valvole termostatiche. Obbligatorie dal 2017, le valvole termostatiche permettono di regolare la temperatura di ogni singolo ambiente della casa ed evitare lo spreco dell’accensione durante alcuni orari.

Ridurre i consumi del riscaldamento non solo apporterà dei benefici alle tue tasche ma, nel proprio piccolo, aiuterà anche a preservare l’ambiente.

 

 

Pulizia delle grondaie fai da te

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Pulizia delle grondaie

Per garantire la sicurezza della nostra abitazione ed evitare spiacevoli inconvenienti, una corretta manutenzione interna ed esterna è fondamentale. Tra gli interventi che è consigliabile eseguire con una certa regolarità vi è senz’altro il controllo e la pulizia delle grondaie.

Pulire la grondaia è un’operazione che andrebbe eseguita ogni anno, preferibilmente a fine estate, per assicurare il corretto defluire dell’acqua piovana attraverso la rimozione di foglie, rametti o altri depositi di sporcizia che alla lunga potrebbero comportare il danneggiamento della grondaia e dei canali di scolo.

Se si è certi di poter lavorare in totale sicurezza, si può optare per un intervento autonomo altrimenti è opportuno rivolgersi ad un professionista.

Pulire la grondaia in 5 passi

Ecco alcuni consigli per pulire la grondaia al meglio senza incorrere in inutili pericoli:

?‍? Indossate dei guanti da lavoro. Le grondaie generalmente sono realizzate con lamine d’acciaio, zinco, rame o talvolta in pvc, e lavorare a mani nudi può essere pericoloso perché gli spigoli sono affilati e taglienti.

?‍? Munitevi di una scala. E’ necessario utilizzare una scala robusta con un adeguato ancoraggio al muro. L’ideale sarebbe che qualcuno vi sostenga la scala. Se però non ve la sentite di salire sulla scala, potete decidere di pulire la grondaia da terra purché acquistiate attrezzi specifici dotati di braccio telescopico per arrivare nei punti più alti.

?‍? Utilizzate uno scopino o un piccolo rastrello metallico. Procedete dapprima alla rimozione di foglie e rametti, per continuare successivamente con una pulizia più profonda per eliminare gli eventuali detriti depositati sul fondo, tra cui il muschio. E’ consigliabile pulire anche la parte di tetto confinante con la grondaia, in modo che questa possa restare pulita più a lungo.

?‍? Versate un secchio di acqua calda. Fate scorrere l’acqua dentro le gronde, arrivandoci dal tetto, per eliminare eventuali residui e verificare che siano effettivamente pulite.

?‍? Mettete un filtro grigliato fissato a incastro o un fermafoglie. Il filtro eviterà che le foglie e gli altri elementi esterni si depositino nuovamente dentro le gronde ostacolando il regolare scorrimento dell’acqua.

Long Term Care: una polizza per tutelarsi dalla malattia

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polizza long term care

Stiamo invecchiando.

Secondo le ultime proiezioni sociodemografiche e sanitario-assistenziali elaborate dall’ISTAT attualmente le persone con più di 65 anni costituiscono il 21,4 per cento della popolazione italiana e si prevede che entro il 2050 la popolazione over 65 sarà all’incirca 1/3 dell’intera popolazione.

Vivere più a lungo è un fatto positivo, ma l’allungamento della vita media comporta anche un più lungo periodo in cui dovremo preoccuparci di gestire il peggioramento delle condizioni di salute legato all’avanzamento dell’età. Attualmente più di 2,5 milioni di over 65 sono non autosufficienti e si stima che nel 2050 questo numero salirà a più di 5 milioni.

Cosa accade quando una persona perde la propria autosufficienza?

La condizione di non autosufficienza comporta la necessità per chi la affronta di un’assistenza continuativa che può essere garantita:

  • tramite i servizi di assistenza continuativa per long term care (LTC) pubblici o privati, le cosiddette residenze sanitarie assistenziali (RSA);
  • tramite l’aiuto delle assistenti familiari (le cosiddette badanti);
  • prendendosi cura in prima persona del familiare non autosufficiente, assumendo il ruolo di caregiver familiare.

I costi da sostenere in ogni caso possono essere davvero onerosi: le RSA hanno rette che si aggirano in media sui 3.000 euro al mese, totalmente o parzialmente a carico dell’assistito; il costo medio di un’assistente familiare regolarmente assunta, invece, si aggira sui 18.000 euro l’anno. Anche prendersi cura personalmente del proprio caro può avere pesanti conseguenze non solo sul piano economico ma anche su quello psicologico.

Come ridurre i costi della non autosufficienza?

Esiste uno specifico pacchetto assicurativo in grado di coprire questo tipo di rischio: la Long Term Care (LTC).

La Long Term Care (LTC) è una polizza assicurativa che prevede l’assegnazione di una rendita mensile vitalizia nel momento in cui si manifesta la condizione di non autosufficienza dell’assicurato.

Il riconoscimento della non autosufficienza è legato, generalmente, alla capacità di svolgere le activities of daily living (ADL) o principali attività quotidiane: lavarsi, nutrirsi, spostarsi e vestirsi da soli. La maggior parte delle polizze LTC paga l’indennità alla perdita di un certo numero di ADL.

Come sempre assicurarsi vuol dire trasferire un rischio alla compagnia assicurativa, che se ne assume il carico a fronte del pagamento di un premio. Per una Polizza LTC il premio dipende principalmente dall’età dell’assicurato e dalla rendita stabilita.

La Polizza LTC è una delle poche polizze a cui è ancora riconosciuto un vantaggio fiscale, infatti i premi versati godono della detrazione d’imposta ai fini Irpef pari al 19% dei premi versati entro il limite massimo di 1.291 euro.

La polizza Long Term Care di ITAS PER ME DOMANI è pensata per garantire il sostegno ideale in caso di perdita dell’autosufficienza senza dover gravare su figli o parenti.

PER ME DOMANI è un prodotto ITAS VITA. Prima della sottoscrizione leggi il set informativo disponibile in agenzia o su gruppoitas.it

Vicini di casa: un’incredibile scocciatura o una preziosa risorsa?

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Socializzare con i vicini di casa

Socializzare con i vicini di casa

Ormai viviamo in un mondo in cui siamo costantemente connessi gli uni con gli altri. L’avvento dei Social Network ci consente di avere centinaia di amici virtuali, persone che nella maggior parte dei casi non abbiamo mai incontrato, di cui potremmo non conoscere il vero nome o aspetto; e poi, invece, ci sono persone che incontriamo tutti i giorni ma con cui spesso non riusciamo proprio a socializzare, e forse non ci sforziamo nemmeno di farlo: i vicini di casa.

Di luoghi comuni non proprio lusinghieri sui vicini di casa è pieno il mondo: tra ripicche e diffidenze, sembrerebbe difficile, se non impossibile, socializzare in modo pacifico.

Eppure avere un volto amico a distanza di pianerottolo, nello stesso condominio e nel quartiere può davvero fare la differenza: possiamo sapere di aver sempre qualcuno su cui contare, sia in caso di bisogno e di aiuto, sia per scambiare due chiacchiere.

Rompere il ghiaccio con i vicini

Esistono svariati modi per entrare in contatto con i nostri vicini di casa e creare un clima di fiducia e amicizia:

  • Fate sentire i nuovi vicini come benvenuti. Quando nel vicinato arrivano persone nuove, potete invitarle a bere qualcosa da voi per conoscervi meglio, suonare alla porta con un cestino di benvenuto o semplicemente  presentarvi con un bel sorriso.
  • Create momenti di condivisione. Ogni scusa è buona per conoscersi meglio: organizzate un party, una grigliata negli spazi comuni o un semplice incontro per conoscervi.
  • Fate divertire i bambini. Se avete dei figli e ci sono altri bambini nei paraggi, organizzate delle merende a casa o dei pomeriggi di gioco. Non solo sarà un’occasione per voi ma anche per i vostri bambini.

Rompere il ghiaccio e creare momenti di condivisione solo sono i primi passi! Per mantenere dei buoni rapporti con i nostri vicini è fondamentale rispettare le regole del buon vicinato.

Il galateo del buon vicinato

  1. La prima regola a cui proprio non potete sottrarvi è la regola del silenzio: rispettate gli orari di tutti e non fate rumore di notte o subito dopo pranzo.
  2. Tenete gli spazi comuni sempre in ordine, non si chiamano così a caso! Tutti hanno il diritto di usufruirne e quindi è importante non trattarli come un’estensione della propria abitazione privata.
  3. Se un vicino è in difficoltà con la spesa, specialmente se anziano, offritevi di aiutarlo.
  4. Se avete programmato di organizzare una festa, un trasloco o dei lavori in casa, ricordatevi di lasciare un messaggio nella bacheca del palazzo per informare tutti, scusandovi per l’eventuale fastidio che potreste arrecare.
  5. Prestate attenzione quando stendete il bucato, rispettando le regole condominiali in merito ed evitando che sgoccioli e se avete il pollice verde non inondate il balcone sottostante quando innaffiate le vostre piante.
  6. Se un vicino viene a bussare per chiedervi di prestargli il cavatappi, ritirare un pacco quando è via o altri piccoli favori che non vi costano alcuno sforzo, non negategli il vostro aiuto. Una gentilezza non solo vi farà bene all’anima ma potrebbe tornarvi utile in futuro.
  7. Se avete scelto di condividere la vostra vita e la vostra abitazione con un animale domestico dovete prestare la massima attenzione a tutti i suoi comportamenti. Per voi potrebbe essere impensabile, ma non è detto che i vicini gradiscano le loro attenzioni e, soprattutto, i loro versi.
  8. Evitate di spettegolare o sparlare delle cattive abitudini del vicino con gli altri, rendereste vani tutti gli altri sforzi. Non solo non è un comportamento elegante ma farà avere agli altri una brutta impressione.

Maestra? Professore? Professionista? C’è l’obbligo di proteggersi durante l’attività lavorativa!

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La scuola è iniziata e le maestre accolgono in classe i piccoli e i giovani studendi che riprendono un nuovo entusiasmante anno fatto di giochi, studio, scherzi e tanta energia! Ma voi, professori e maestre, come tutti gli altri professionisti, sapete che per far fronte ai rischi e all’attività quotidiana, sono previsti precisi strumenti di tutela personale e per gli altri?

I riferimenti normativi

Dal 2012 l’Assicurazione per le figure professionali è obbligatoria in forza dell’entrata in vigore della riforma degli Ordini professionali approvata con Decreto Legge n.138/2011
Il Regolamento a norma dell’articolo 3, Comma 5, del Decreto Legge 13 Agosto 2011 n.138 convertito con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011 n. 148 riporta nell’Art. 5
“il professionaista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale (…)”.

In altre parole, è necessario proteggersi durante l’attività professionale perchè gli infortuni e i rischi nell’ambito lavorativo, infatti, sono frequenti e spesso e volentieri vengono sottovalutati sia per quelli a cui si incorre direttamente che per le persone che lavorano con noi e alle quali prestiamo un servizio.

Chi è obbligato all’assicurazione

La stipula di una polizza assicurativa è obbligatoria per tutti i professionisti dell’ambito sanitario (medici, infermieri e farmacisti) tecnico (ingegneri, geometri, architetti e periti) e giuridico – economico (avvocati, notai, assistenti sociali, commercialisti, consulenti del lavoro, ragionieri), ma anche, per proteggere insegnanti, associazioni culturali, organizzazioni di eventi e manifestazioni, palestre ed impianti sportivi, consorzi.

Garanzia per clienti e professionisti

L’articolo n. 3 comma 5 sottolinea l’esigenza di preservare la qualità del servizio fornito al cliente, garantendogli il diritto di richiedere un risarcimento per danni causati dall’inadempienza e/o dalla negligenza del professionista e/o dell’organizzazione di riferimento, anche esso tutelato mediante adeguati margini di garanzia.

Una polizza dedicata

Pur essendo obbligatoria la copertura assicurativa, il professionista ha la possibilità di scegliere liberamente la compagnia e le condizioni del contratto assicurativo nel rispetto delle esigenza di tutela e garanzia per se stessi, i collaboratori o i propri clienti. Per la tutela del professionista dai danni involontariamente provocati a terzi, anche se provocati dai propri dipendenti o prestatori di lavoro, si fa riferimento alla Responsabilità civile verso terzi

La polizza Responsabilità civile rischi diversi non industriali  è un prodotto ITAS MUTUA dedicato a professionisti, persone fisiche e giuridiche che prevede piani implementabili con Coperture Aggiuntive e R.C.O.

Prima della sottoscrizione leggi il set informativo disponibile in agenzia o su gruppoitas.it

 

Sindrome da rientro: i consigli per sopravvivere alla fine delle vacanze

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Sindrome da rientro dalle vacanze estive

 

La fine dell’estate e l’inevitabile ritorno al tram tram quotidiano fatto di un incessante susseguirsi di impegni e scadenze è, sicuramente, un momento delicato che può causare un forte malessere, sia fisico sia psicologico. Mal di testa, fiacchezza, sonno, stordimento, irritabilità sono i sintomi più diffusi di questa condizione di stress comunemente definita sindrome da rientro dalle vacanze estive o stress da rientro che, dati alla mano, colpisce un italiano su dieci.

Nella maggior parte dei casi la sindrome da rientro si supera dopo qualche giorno, meglio e più velocemente se si seguono alcuni semplici consigli che possono aiutare ad alleggerire lo stress e a ritornare agli impegni quotidiani abbandonati prima di partire per le ferie con la giusta carica.

I consigli per sentirsi meglio

1. Ricomincia dalla sane abitudini alimentari. Dopo gli eccessi estivi è importante recuperare un’alimentazione bilanciata e regolare. Pesce, legumi, frutta (soprattutto uva) e verdure verdi sono alleati validissimi per fronteggiare lo stress da rientro. Il tutto accompagnato da una corretta idratazione: assumere acqua, infatti, è fondamentale per avviare tutte le reazioni chimiche cellulari del nostro organismo.

2. Cerca di dormire in modo regolare la giusta quantità di ore. Il sonno regola la rigenerazione del corpo e del cervello e l’eliminazione delle tossine. Per evitare l’acutizzarsi dei sintomi dello stress è importante dormire 7-8 ore a notte, andando a letto più o meno sempre alla stessa ora, così da consentire al corpo pian piano di capire quando è ora di rilassarsi e quando invece riattivarsi.

3. Pianifica delle attività piacevoli da fare durante la settimana. Passare dalla passeggiata al mare, o dall’escursione in montagna, alle incombenze del lavoro può generare un forte malessere. Per evitare di rimuginare sulle vacanze appena trascorse ritagliati del tempo durante la settimana per fare ciò che ti piace e, se ne hai la possibilità, pianifica delle gite fuori porta.

4. Non fare tutto subito e programma le cose un po’ alla volta. E’ importante cercare di non farsi sopraffare dagli impegni, ma stilare una lista di urgenze da sbrigare prima di tutto il resto e affrontare gli impegni pian piano, senza buttarsi a capofitto nel lavoro.

Come proteggere la casa dai temporali

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Negli ultimi anni, purtroppo, una realtà con la quale è necessario fare i conti è quella relativa ai cambiamenti climatici che stanno interessando il nostro paese, e non solo.

Non serve un esperto per notare che le stagioni sono sempre più anomale a causa dei continui sbalzi climatici: i temporali sono sempre più frequenti e spesso molto violenti, le forti raffiche di vento provocano danni sempre più seri, così come le grandinate e, non ultime, le nevicate massicce.

Che si tratti di un fulmine, grandine o alluvioni, le conseguenze dei danni del maltempo per le nostre abitazioni possono essere devastanti.

In particolare, con l’approssimarsi della stagione autunnale, nel periodo che va da fine agosto a fine settembre aumenta la probabilità di temporali violenti e di conseguenza il rischio che le case si allaghino.

Per proteggere la nostra casa da questi fenomeni atmosferici è possibile adottare alcune precauzioni, come ad esempio, installare parafulmini per proteggerla da scariche elettriche dirette o dispositivi di sovratensione per prevenire i danni agli impianti elettrici. È molto importante, inoltre, ricordarsi di pulire con regolarità le grondaie che se ostruite possono aumentare il rischio di allagamento.

Se durante un temporale ci troviamo in casa ci sono alcuni ulteriori accorgimenti che è opportuno seguire per evitare rischi:

⚡ Evitare l’uso di elettrodomestici e apparecchi elettronici che funzionano con i cavi;

⚡ Rimanere lontani da porte, finestre e pareti in cemento poiché i fulmini possono propagarsi lungo i fili metallici;

⚡ Evitare di usare l’acqua perché un’altra via attraverso cui può viaggiare un fulmine sono i tubi idraulici.

Un ulteriore consiglio è quello di stipulare un’assicurazione sulla casa che copra i danni causati da eventi atmosferici come uragani, bufere, tempeste, vento e cose da esso trascinate, trombe d’aria, grandine.

La polizza HABITAS+ è pensata da ITAS per proteggere la nostra casa non solo da questi eventi ma da tutte le altre situazioni che potrebbero comprometterne la sicurezza.

HABITAS+ è un prodotto ITAS MUTUA. Prima della sottoscrizione leggi il set informativo disponibile in agenzia o su gruppoitas.it.